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Giustizia per Magdalena

Trasporto di equidi dalla Spagna verso l’Italia 22. – 26.07.2010

Nel 2005 ANIMALS’ ANGELS ha incontrato durante un intervento la giumenta Magdalena. Durante un trasporto dalla Spagna verso l’Italia la giumenta marrone giaceva a terra con gli occhi gonfi e gli arti incastrati, in poco spazio, fra i suoi compagni di viaggio. Durante il controllo del trasporto, effettuato alfine ad opera della polizia su insistenza degli ANIMALS’ ANGELS, sono state constatate numerose infrazioni della Direttiva comunitaria sulla protezione degli animali durante il trasporto.

  • Magdalena e gli altri cavalli durante il trasporto, in più di 20 ore,  sono stati abbeverati solo una volta  anche se, stando alla normativa, dovrebbero essere abbeverati ogni 8 ore. Le alte temperature estive e lo spazio ristretto sul veicolo hanno sicuramente contribuito ad aumentare le sofferenze di Magdalena e degli altri animali.
  • Il veicolo era assolutamente sovraccarico, i 33 cavalli disponevano soltanto di 1,011 m2 cadauno. Per cavalli adulti è previsto almeno uno spazio di 1,75 m2 per ciascun animale.
  • Stalloni e giumente adulti erano stati caricati insieme sebbene animali sessualmente maturi debbano essere sempre trasportati separati.
  • Due dei cavalli, Magdalena ed un altro giacevano a terra nel veicolo. Magdalena non era più in grado di alzarsi con le proprie forze. In caso di malattia durante il trasporto l’animale malato deve essere separato e ricevere cure veterinarie. Nonostante ciò gli autisti non hanno ravvisato motivo alcuno per intervenire e soccorrere Magdalena. 
  • Anche i documenti del trasporto hanno rivelato violazioni. Ad esempio risultava dalla documentazione che cavalli provenienti da due stalle distanti 150 km. erano stati caricati alla stessa ora sul medesimo veicolo.  Come durata del viaggio erano state indicate 28 ore una stima assolutamente irreale su una distanza di 2.525 km. Il veicolo non sarebbe dovuto partire dalla Spagnacon una documentazione così insufficiente e falsa.


Nonostante ciò il viaggio doveva proseguire. Nessuno si considerava responsabile e Magdalena doveva giungere al mattatoio ad ogni costo. Dopo ripetute ingiunzioni ad opera della polizia Magdalena e gli altri cavalli vengono finalmente scaricati d’emergenza in una stalla lungo il tragitto.


ANIMALS’ ANGELS ha osservato come le condizioni di Magdalena andavano via via peggiorando.  Al momento dello scarico non era più in grado di alzarsi con le proprie forze, continuava a battere con la testa ed era completamente debilitata; veniva trainata giù dal veicolo.

Ed infine è apparso, privo di farmaci, il competente veterinario d’ufficio che non ha provveduto né a curare né a far abbattere Magdalena, nonostante l’indicazione degli ANIMALS’ ANGELS che Magdalena non era più in grado di alzarsi da tante ore.

Gli uomini cercano di far alzare Magdalena con un trattore: mettono due funi sotto il corpo di Magdalena e fissano le funi alla pala del trattore e la sollevano. Fanno alcuni tentativi. Ma la cavalla non riesce mai a sorreggere il proprio peso.

La nostra squadra è stata invitata a lasciare il posto. Alcune ore più tardi Magdalena è deceduta da sola nella stalla.

Ma ANIMALS’ ANGELS ha continuato gli sforzi per far luce su questi maltrattamenti ed ha chiesto l’autopsia dalla quale è risultata come causa di morte una colica intestinale. È più che probabile che le inadeguate condizioni di trasporto hanno causato la colica.  

ANIMALS’ ANGELS non ha cessato di lottare: per cinque anni la squadra ha continuato con ostinazione la  lotta per rendere giustizia a Magdalena. Christine ha presentato denuncia, l’associazione italiana per la protezione animale LAV si è costituita parte civile. Dopo numerose lettere, visite presso la procura della Repubblica e processi è stata infine pronunciata la sentenza.


  • 4 mesi di detenzione per gli autisti
  • 1.500 € di risarcimento
  • Il pagamento delle spese legali della parte civile ammontanti a € 2.500.
Ma il più grande successo per gli ANIMALS’ ANGELS è il fatto che in tutti quegli anni Magdalena non è stata dimenticata mai.

Durante tutto il processo è stato tributato a Magdalena quel rispetto che durante la sua triste vita non ha mai sperimentato. Coloro che hanno partecipato al processo non si sono riferiti a un numero, a un qualsiasi animale sconosciuto, ma l’hanno chiamata per nome, Magdalena, un essere senziente, quale simbolo di una lotta senza quartiere per la giustizia.
 

 


Christine e la sua squadra ricorderanno per sempre Magdalena.


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